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mercoledì 31 ottobre 2007

Pompei, la città distrutta dal vulcano

http://www.santuario.it/public/00000070_Veduta%20Pompei.jpg

Pompei è un comune di 25.751 abitanti in provincia di Napoli, sepolta nel sec. 79 dc per la tristemente famosa eruzione del Vesuvio.

Storia

Pompei ha origini antiche quanto quelle di Roma, infatti la gens pompeiaOschi. discendeva da uno dei primi popoli italici, gli Oschi.

Solo dopo la metà del VII secolo a.C., un primitivo insediamento si dovette stabilire sul luogo della futura Pompei: forse non un abitato vero e proprio, ma più probabilmente un piccolo agglomerato intorno al nodo commerciale che vedeva l'incrocio di tre importanti strade, ricalcate in piena epoca storica dalle vie provenienti da Cuma, da Nola e da Stabia.

In quanto luogo di passaggio obbligatorio tra nord e sud, presto Pompei divenne una preda per i potenti stati confinanti, data la sua importanza come nodo viario e portuale. Venne conquistata una prima volta dalla colonia greca di Cuma tra il 525 e il 474 a.C..

Strabone riporta che Pompei fu conquistata dagli Etruschi. Notizia che alla luce dei recenti scavi diventa sempre più attendibile. Nell'area del tempio d'Apollo e presso le Terme Stabiane sono state rinvenuti numerosi frammenti di bucchero, alcuni addirittura con iscrizioni etrusche graffite; sempre nella zona delle Terme, inoltre, è venuta alla luce una necropoli del VI secolo a.C..

Le prime tracce di un abitato d'una certa importanza risalgono, a Pompei, al VI secolo a.C., anche se in questo periodo la città, ancora piuttosto piccola, non rivela l'esigenza di servirsi d'un piano regolatore e sembra il risultato di un aggregarsi d'edifici piuttosto disordinato e spontaneo.

La battaglia persa dagli Etruschi nelle acque di fronte a Cuma contro Cumani e Siracusani (metà del V secolo a.C.), portò Pompei sotto l'egemonia greca. Probabilmente a questo periodo risale la fortificazione dell'intero altopiano con mura di tufo che racchiudevano oltre sessanta ettari, anche se la città vera e propria non raggiungeva nemmeno i dieci ettari d'estensione.

Nel IV secolo Pompei si trovò coinvolta nelle Guerre sannitiche (al termine delle quali RomaCampania) e si vide costretta ad accettare la condizione di socia dell'Urbe, conservando comunque autonomia linguistica ed istituzionale. È al IV secolo che risale il primo regolare impianto urbanistico della città la quale, intorno al 300 a.C., ricevette la nuova fortificazione in calcare del Sarno.

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Durante la seconda guerra punica Pompei rimase fedele a Roma, al contrario di molte altre città campane, e poté così conservare la sua parziale indipendenza.

Nel II secolo a.C. la coltivazione intensiva della terra e la conseguente massiccia esportazione di vino ed olio portarono nella città grande agiatezza ed un alto tenore di vita: basterebbe ricordare la ricchezza di alcune case ed il loro lussuoso arredamento. La Casa del Fauno, ad esempio, può rivaleggiare in ampiezza (quasi 3000 m²) persino con le più famose dimore reali ellenistiche.

Allo scoppio della guerra sociale (91 a.C.) troviamo Pompei alleata contro Roma, insieme ad altre città della Campania, nel tentativo d'ottenere la piena cittadinanza romana. Ma era impossibile resistere alla superiore forza militare di Roma: nell'89 a.C. Silla, dopo aver fatto capitolare Stabia, partì alla volta di Pompei, che tentò una strenua difesa rinforzando le mura cittadine ed avvalendosi dell'aiuto dei Celti capitanati da L. Clutentius. Ogni tentativo di resistenza risultò vano e ben presto la città cadde. Nell'80 a.C. entrava completamente e definitivamente nell'orbita di Roma e Silla vi trasferì una colonia di veterani che prese il nome di Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum. L'assegnazione di terre ai veterani avvenne certo a danno della gentes che avevano più aspramente avversato Silla. Ciononostante, le vicende politiche e militari non influirono in maniera determinante sul benessere e sull'intraprendenza commerciale dei Pompeiani (volta soprattutto all'esportazione dei vini campani) che interessava zone anche molto remote. Per la salubrità del clima e l'amenità del paesaggio, la città ed i suoi dintorni costituirono anche un piacevole luogo di villeggiatura per alcuni ricchi Romani, compreso Cicerone che vi possedeva un fondo.

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Le fonti purtroppo sono piuttosto avare di notizie riguardo alla vita di Pompei nella prima età imperiale. Solo Tacito ricorda come un fatto clamoroso la rissa avvenuta tra Nucerini e Pompeiani nel 59 d.C. nell'anfiteatro di Pompei, che spinse Nerone a proibirvi, per dieci anni, ogni spettacolo gladiatorio.

Nel 62 d.C. la città venne scossa da un terremoto: al momento dell'eruzione del 79 d.C., molti edifici erano ancora in ricostruzione.

E' l'eruzione pliniana più conosciuta, non solo del Vesuvio, ma di tutta la storia della vulcanologia . Essa è stata descritta in due lettere di Plinio il Giovane (61-114 d.C.) allo storico Tacito. Tali lettere costituiscono la prima descrizione di un'eruzione da qui la denominazione di eruzione pliniana per questo tipo di fenomeno particolarmente violento e distruttivo.

http://pompei.starnetwork.it/images/basilica/pompei01.jpg

Personaggio di assoluto rilievo fu Bartolo Longo, proclamato beato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II. Per volontà sua fu eretto il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, ora Basilica Pontificia, ricca di ex voto, la quale costituisce una delle mete italiane più frequentate "per grazia ricevuta", in esso è conservata la tela seicentesca della scuola di Luca Giordano raffigurante la Madonna di Pompei. Un intenso pellegrinaggio si verifica in occasione delle due suppliche alla madonna l'8 di maggio e la prima domenica di ottobre. Si devono a lui altre due opere a favore di persone bisognose, due strutture destinate all'accoglienza dei figli e figlie di persone carcerate.
Per decreto, firmato il 9 Gennaio 2004, dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Pompei è stata elevata al rango di Città.

Pompei è gemellata con le città di Kjongiu (Corea del Sud), Latiano, Tarragona (Spagna) e Xi'anCina). (

Evoluzione demografica

Abitanti censiti ac200

Ferrovie

La città di Pompei è attraversata da 3 linee ferrovie: Napoli - Sorrento e Napoli - PoggiomarinoCircumvesuviana e la Napoli - Salerno delle FS. Su queste linee sono dislocate diverse stazione che servono varie zone della città. della

Le Stazioni

  • Pompei
  • Pompei Scavi - Villa dei Misteri
  • Pompei Santuario
  • Moregine
  • Pompei Valle (dismessa)

Galleria fotografica

Voci correlate

Pompei oggi

Immagine:CAM-Mappa.png

Pompei

Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Napoli
Coordinate: 40°45′N 14°30′E / 40.75, 14.5
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 12 km²
Abitanti:
25.751 2001
Densi tà: 2146 ab./km²
Frazioni: Messigno, Pompei Scavi
Comuni contigui: Boscoreale, Castellammare di Stabia, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Scafati (SA), Torre Annunziata
CAP: 80045 capoluogo e Messigno, 80040 Pompei Scavi
Pref. tel: 081
Codice ISTAT: 063058
Codice catasto: G813
Nome abitanti:
Santo patrono: Madonna del Rosario
Giorno festivo: 8 maggio

domenica 28 ottobre 2007

Isola di Rèunion, nell'Oceano Indiano

http://www.viaggidea.it/it_IT/Viaggidea/Pages/Guide_per_viaggiare/MAL/MAURITIUS/065vi_IND_E04.jpg

Situata nell'Oceano Indiano, al largo di Madagascar, la Riunione è una terra dai grandi contrasti: barriere coralline, spiagge di sabbia bianca e coste di palmeti, vulcani e natura selvaggia nell'entroterra. Montagna che si affaccia sul mare, è nata da due vulcani: il Piton des Neiges e il Piton de la Fournaise. Di quest'ultimo è ancora possibile ammirare regolarmente le eruzioni. Al centro dell'isola, giganteschi sprofondamenti hanno formato tre "circhi" collegati al mare attraverso strette gole chiamate Mafate, Cialos e Salazie. Sono la gioia degli amanti della montagna. Disabitata fino alla metà del XVII secolo, Dipartimento d'oltre mare francese dal 1946, l'isola ospita oggi 700.000 abitanti di diversa origine (francese, malgascia, indiana, africana.)

Réunion
Réunion - Bandiera


Réunion - Stemma




Stato: bandiera Francia
Arrondissement:
Cantoni:
Prefettura:
Sottoprefettura:
Capoluogo: Saint-Denis
Dipartimenti:
Arrondissement: 4
Cantoni: 49
Comuni: 24
Superficie: 2.512 km²
Popolazione:
- Totale
- Densità
()
785.200 ab.
313 ab./km²
Presidente:
Fuso orario: UTC +4
Inno:
Codice INSEE:
TLD: .re
Sito istituzionale
Réunion - Bandiera








Mappa di Réunion
Mappa di Réunion

Réunion (meglio nota in italiano come Isola della Riunione o più semplicemente Riunione) è un'isolaDipartimento d'Oltremaredépartement d’outre-mer o DOM, capoluogo Saint-Denis) della Francia, situata nell'oceano Indiano, ad est del Madagascar. Come gli altri dipartimenti, anche Réunion è una regione della Francia con lo stesso status delle regioni francesi europee.

Indice


Storia

I marinai arabi erano soliti chiamare quest'isola, un tempo disabitata, Dina Morgabin (“isola occidentale”). Il portoghese Pedro de Mascarenhas fu il primo europeo a visitarla nel 1513. Quando venne occupata dai francesi nel 1642, il re di Francia Luigi XIII la soprannominò Île Bourbon (dal nome della famiglia regnante, i Borbone). Fu ribattezzata Réunion durante la Rivoluzione francese (1793).

Dal XVII al XIX secolo, l'immigrazione francese a cui si sovrappose quella di africani, cinesi, malesi e indiani del Malabar diede all'isola quella etoregeneità etnica che la caratterizza. L'apertura del canale di Suez nel 1869 ridusse l'importanza di Réunion quale tappa verso le Indie orientali.

Réunion divenne un dipartimento d'oltremare francese il 19 marzo del 1946. Oggigiorno il dipartimento viene rappresentato da cinque deputati nell'Assemblea Nazionale e da tre senatori al Senato.

Geografia

L'Isola di Réunion è situata circa 420 km dal Madagascar ad ovest, circa 105 km da Mauritius a est e più di 700 km dalle Seychelles a nord; a pochi gradi a nord del Tropico del Capricorno. È un'isola montuosa di origine vulcanica; il punto più alto è il Piton des Neiges con i suoi 3.069 metri. L'intera linea costiera dell'isola è di 207 km.

Clima

http://www.vitton.it/images/niagara.jpg

Il clima è caldo e umido caratteristica della fascia tropicale nel quale si trova, con la stagione delle piogge che va da novembre ad aprile. È caratterizzato da occasionali tempeste molto violente.

Economia

L'economia del dipartimento è dominata dalla produzione di canna da zucchero. I materiali di esportazione sono zucchero, rum, vaniglia e varie essenze profumate. Svolge un ruolo importante anche il turismo grazie ad alcuni suoi paesaggi naturali ancora intatti tra cui le numerose cascate.

Il Capo Méchant a Saint-Philippe

Il Capo Méchant a Saint-Philippe


Collegamenti esterni

sabato 20 ottobre 2007

Deserto di Atacama, una regione unica sul pianeta: il deserto risulta infatti del tutto privo di oasi.

Il Deserto di Atacama è situato nel Cile settentrionale, nella regione di Antofagasta e la parte settentrionale della regione di Atacama.

Il deserto si trova tra la catena andina (Puna de Atacama) e la Cordigliera della Costa presso il Pacifico.

Il punto di partenza per l’esplorazione del deserto di Atacama è il paesino di San Pedro de Atacama, che mantiene la sua struttura originaria e tipica e sembra portare indietro di un secolo.


Appena si esce dal centro abitato, i paesaggi lasciano senza fiato, per le altezze in cui si trovano, tra i 2000 e i 5000 metri s.l.m, ma soprattutto per il fascino primitivo e unico che emanano. Sotto l’imponente massa della Cordillera delle Ande e dei suoi vulcani, nel Deserto di Atacama si alternano ambienti molto diversi tra loro e resi vivi dall’acqua che scende dalle Ande: i grigi altopiani aridi e ghiaiosi interrotti da verdi canion, un grandissimo lago salato, il Salar, popolato da fenicotteri, i geyser bollenti del Tatio e le piscine di acqua termale di Puritama, i dolci pendii popolati da lama, alpaca, vicugne e guanachi, il rosso dei tramonti della Valle della Luna, il blu delle lagune altiplaniche.

È caratterizzato da un clima desertico-oceanico e da una forte escursione termica, le cui temperature oscillano tra gli 0° notturni ed i 25°-30° diurni.

Il deserto di Atacama è il deserto più asciutto del globo (tranne forse per le valli asciutte di McMurdo in Antartico) ed è virtualmente sterile perché è protetto dall'umidità, da entrambi i lati, dalle montagne delle Ande e dalle montagne litoranee.

La corrente di Humboldt, che è fredda, raffredda l'aria rendendo impossibile la formazione di nuvole, come accade come per il deserto del Namib e la corrente del Benguela. La piovosità media in Antofagasta è appena di 3mm all'anno e ci fu un periodo in cui nessuna pioggia vi cadde per 40 anni. Il deserto di Atacama è vecchio 15 milioni di anni ed è 50 volte più arido della valle della morte della California.

La parte più asciutta dell'Atacama è una zona denominata 'la doppia ombra della pioggia'. Nel 2003 una squadra di ricercatori ha pubblicato un rapporto in Science Magazine intitolato "I terreni simil-marziani del deserto di Atacama, Cile, ed il limite igroscopico della vita microbica" nel quale hanno riprodotto gli esperimenti e le prove effettuate dai veicoli spaziali Viking 1 e Viking 2 sul pianeta Marte per verificare la presenza di vita, non riuscendo ad individuarne alcuno nel terreno del deserto di Atacama.

Tramonto sul deserto

La regione a questo riguardo può essere definita unica sul pianeta: il deserto risulta infatti del tutto privo di oasi.

L'area è scarsamente popolata: le uniche presenze sono quelle degli indios Chandos e di bianchi, la maggior parte dei quali lavora nei giacimenti di nitrati e nei ricchi depositi di rame.

Dal nome della regione deriva quello del minerale tipico dei giacimenti di rame, l'atacamite. La zona è il più grande serbatoio naturale del mondo di nitrato di sodio, che è stato estratto su vasta scala fino all'inizio degli anni 40.

La regione, proprio a causa delle ricchezze minerarie, fu militarmente contesa fra Cile e Bolivia. Fu conquistata dal Cile con la Guerra del Pacifico del 1879-83, che sottrasse la regione di Antofagasta alla Bolivia e quella di Tarapaca al Perù.

Reperti archeologici indicano che la zona di San Pedro fu il centro di una misteriosa civilizzazione del Paleolitico che ha costruito fortificazioni sulla roccia delle ripide montagne che circondano la valle.


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sabato 13 ottobre 2007

Machu Picchu, la città perduta degli Inca costruita dall'imperatore Pachacútec.

Machu Picchu (voce quechua significante "vecchia cima" soprannominata la città perduta degli Inca, è un sito archeologico precolombiano, situato in una zona montana a circa 2.350 metri di altitudine nella valle dell'Urubamba in Perù.
 
Si suppone che la città fosse stata costruita dall'imperatore inca Pachacútec intorno all'anno 1440 conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un ben custodito segreto militare, perché i profondi dirupi che la circondavano erano la sua migliore difesa naturale.



Difatti, una volta abbandonata, la sua ubicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli, entrando nella leggenda. Scoperte archeologiche, uniti a recenti studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città, quanto piuttosto di una specie di residenza estiva per l'imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che non più di 750 persone alla volta potessero risiedere a Machu Picchu, e probabilmente durante la stagione delle piogge o quando non c'erano nobili, il numero era ancora minore.
http://www.history.ucla.edu/images/field-imaes/Machu_Picchu.JPG

La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, uno storico di Yale, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell' ultima capitale Inca: Vilcabamba. Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915 e solo più tardi si rese conto dell'importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba. Di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu: il più conosciuto fu; La città perduta degli Inca
 
Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l'ultima capitale era a Espiritu Pampa: nascosta nella giungla, a poche centinaia di metri da dove era arrivato lui durante le sue ricerche.

Il sito archeologico fa parte dei Patrimoni dell'umanità stilati dall'UNESCO. Nel 2003, più di 400mila persone hanno visitato le rovine e l'UNESCO ha espresso preoccupazione per i danni ambientali che un tale volume di turisti può arrecare al sito.

Le autorità peruviane, che ovviamente ricavano dei notevoli vantaggi economici dal turismo, sostengono che non ci siano problemi e che l'estremo isolamento della valle dell'Urubamba sia, da solo, sufficiente a limitare il flusso turistico. 

Periodicamente viene proposta la costruzione di una funivia per raggiungere la città dal fondovalle, ma finora la proposta non è passata. La località è oggi universalmente conosciuta sia per le sue imponenti ed originali rovine, sia per l'impressionante vista che si ha sulla sottostante valle dell'Urubamba circa 400 metri più in basso.

La zona archeologica in sé è accessibile sia tramite i sentieri incaici che vi conducono, sia utilizzando la strada Hiram Bingham (che risale il pendio del Machu Picchu dalla stazione ferroviaria di Puente Ruinas, ubicata in fondo alla gola). Nessuno dei due modi esenta il visitatore dal pagamento dell'accesso alle rovine.

La strada in questione, tuttavia, non appartiene alla rete stradale nazionale del Perù. Inizia nel paese di Aguas Calientes (Perù), al quale, a sua volta, si accede solo per via ferroviaria (in circa 3 ore da Cusco) o in elicottero (in 30 minuti). L'assenza di una strada diretta al Santuario di Machu Picchu è voluta e permette di controllare il flusso dei visitatori; flusso che, dato il carattere di parco nazionale della zona, è particolarmente sensibile al sovraffollamento.

Ciò, comunque, non ha impedito la crescita disordinata (e criticata dalle autorità culturali) di Aguas Calientes, che vive di e per il turismo, in quanto nel paese si sono sviluppate strutture alberghiere e di ristorazione di varie categorie.

Per arrivare a Machu Picchu dalla principale Strada Inca il cammino è di circa tre giorni. Per questo è necessario prendere il treno fino al km 82 della linea ferroviaria Cusco-Aguas Calientes, da dove inizia il percorso a piedi.

Alcuni visitatori prendono un autobus locale da Cusco a Ollantaytambo (via Urubamba) e di lì proseguono con un mezzo di trasporto fino al citato km 82. Sul posto prendono la strada ferrata coprendo i restanti 32 km fino ad Aguas Calientes.

Nel 2007 Machu Picchu è stato eletto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.



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